A distanza di un anno dalle esperienze tristi e dolorose che mi hanno attraversato, il pesciolino è fuori dall'acqua..è qui accanto a me..sento l'odore, il calore, il suo respiro anche a metri di distanza.
Rileggendo i post di marzo dell'anno scorso, non posso che pensare che la vita è capace di regalarti delle emozioni talmente intense da non immaginarsele neanche.
Ho passato nove mesi a fare quello che avevo sempre voluto fare: far ascoltare la musica a mio figlio, rilassarmi da qualche anno turbolento, prepararmi al momento più importante della mia vita consapevolmente ed attivamente: far nascere mio figlio.
Ho sempre pensato che la gravidanza sia un momento così intenso per una donna che va vissuto con il dovuto rispetto. Oggi penso che molte donne pensino alla gravidanza come ad un evento da prendere normalmente, senza pensarci troppo su, continuando a fare la vita di sempre. Non è una malattia e questo si sa benissimo, ma è la cosa più bella del mondo e va protetta come un cristallo..va assaporata giorno per giorno, va goduta e vissuta pensando a ciò che porterà: un corpo che dà vita ad un altro corpo, un insieme di energie che si confondono, una prova di coraggio e di femminilità.
Non lo so, io ho avuto questa sorta di rispetto per ciò che stava accadendo fin dall'inizio e volevo coltivare il seme della vita come si coltiva la pianta più bella e rara del mondo..
Volevo imparare a respirare bene, volevo rilassarmi e sentire tutte le sensazioni e le emozioni che ogni giorno mi attraversavano. Ho avuto la fortuna di farlo.
Il giorno in cui è nato Samuele non avrei mai pensato che si potesse provare una sensazione di dolore così forte, ma la natura ci dà degli strumenti allucinanti e mi sono stupita più volte di come il nostro corpo sia una macchina perfetta, se curata bene. Ad ogni contrazione pensavo alla sensazione che prima o poi sarebbe finito o ci sarebbe stato un momento in cui passava, l'acqua mi ha aiutato tantissimo ed il calore inc ui eravamo avvolti io ed il mio bambino, ci faceva rilassare e respirare bene..c'eravamo solo io, lui, il suo papà e tutta l'energia del mondo..tutta la luce del mondo ti attraversa in un attimo di dolore..un respiro lunghissimo che ti mette in comunione con ciò che ti circonda. In stato semi-incosciente ti manca la cognizione del tempo e dello spazio, non ti importa più di niente..hai un compito da svolgere ed inconsciamente sai che devi andare avanti..e poi all'improvviso un desiderio impellente di spingere..è l'ora di farti uscire amore mio. Sono pronta.
Una forza inspiegabile arriva, anche tu sei pronto adesso. Un urlo liberatorio e ti senti nell'universo..sei qui, vicino a me.. ci siamo io e te e ci conosciamo già. Ti guardo, ti abbraccio, sento il tuo calore.
Penso ai tuoi calcetti, al tuo singhiozzo, a quanto ti ho già voluto bene.
E adesso ti ho sul mio petto, sul mio cuore e ci rimarrai tutta la vita.
Cerchi il mio seno sul petto e io te lo offro. Ancora per un po' il mio corpo sarà legato a te.. L'esperienza meravigliosa del mio corpo continua ed io inizio ad osservarti, a capire che sei una persona, che hai una personalità, che sei Samuele.
Sei qualcosa da scoprire, da capire, da vivere.
Sei una nuova vita accanto a me.
Gli ultimi giorni abbiamo ascoltato moltissimo Einaudi e la mamma ti suonava al pianoforte questa canzone: